venerdì 17 dicembre 2010

Una decisa contrarietà all’ipotesi di accorpamento delle Asl cuneesi.

Alla prova dei fatti, per questo governo regionale il federalismo è uno slogan per vincere le elezioni, da riporre nel cassetto in nome di una veemente logica accentratrice. E la vicenda dell’ipotesi di riduzione da due ad una delle due Asl cuneesi e dell’accorpamento della gestione delle strutture ospedaliere voluta dalla Regione, senza confronto con le realtà locali, ne è l’ennesima riprova.
Non solo si tenta di togliere dei servizi al territorio (argomento usato ed abusato sui palchi), ma si cerca di centralizzare – come definirla diversamente – anche la gestione delle strutture a servizio dei cittadini in un settore importante quale la sanità. L’ipotesi di gestione accorpata delle strutture sanitarie attraverso un determinato numero di Aziende speciali sganciate dalle Asl e quella di annullare, di fatto, l’azienda sanitaria delle Langhe-Roero sono il tentativo, nemmeno celato, di accentrare il potere decisionale, scavalcando di fatto gli enti e le amministrazioni locali.
Ecco perché i sindaci di Alba, Maurizio Marello, e di Bra, Bruna Sibille, e tutti gli amministratori della zona hanno subito manifestato la loro contrarietà. Non certo per denunciare una sorta di “lesa maestà”, ma per affermare la centralità del territorio sulle scelte della politica.
E poi nel merito, l’Asl CN 2 è da sempre definita un esempio di gestione dei servizi e delle risorse finanziarie. I risultati di questa azienda sanitaria sono fra i migliori della Regione e del Paese: pensare di annullarla con tanta superficialità non risponde a nessuna logica, nemmeno a quelle pratiche “ragionieristiche” spesso usate per camuffare vuoti di decisionalità politica.
In più, il tutto in un territorio che ha già dato prova della sua capacità di razionalizzare, battendosi per superare la presenza di due ospedali nelle città di Alba e Bra e per la realizzazione di un unico presidio sulle colline di Verduno, in fase di realizzazione grazie anche al contributo di risorse ed energie dei cittadini e delle aziende del luogo. Un nuovo ospedale a cui la stessa Regione riconosce oggi un finanziamento per il completamento, segno della bontà dell’iniziativa locale che contemporaneamente si vorrebbe ignorare e sintomo che le vibrate proteste degli amministratori della zona hanno sortito un primo effetto.
La federazione provinciale cuneese del PD è a fianco degli amministratori locali in questa battaglia per la difesa della centralità dei servizi al cittadino e della loro organizzazione capillare. Non condividiamo questa scelta della Regione, tanto più in quanto non sostenuta da nessuna logica politica ed amministrativa e che potrebbe, al contrario, determinare diversi ed importanti disagi per un intero territorio e per i suoi cittadini.

Il Segretario Provinciale
Emanuele Di Caro

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